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16/09/2017 | 19:20

Questa nostra terra antica ha davvero tanto da raccontare. Dall'Uomo di Neanderthal alla fondazione di Roma, dai riti pagani fino alle soglie del Paradiso, seguiteci!


La ricostruzione di Delia


Dal Salento. La penisola salentina è un lembo di terra in cui la tradizione e la storia si intrecciano fino quasi a confondersi con religione e misticismo. Sono tante le leggende antiche ed i racconti che, passando di bocca in bocca, hanno superato i confini della tempo e si sprecano le pagine di storia nell’intento di raccontare anche solo una minima parte della vita di una terrà le cui origini sono vecchie quanto l’umanità.
Senza alcuna pretesa enciclopedica abbiamo selezionato qualche chicca per i nostri lettori.
   
1) Origini Preistoriche
Cominciamo col dire che il Salento è abitato dal Paleolitico. Negli ultimi anni sono stati effettuati studi e ricerche che hanno dimostrato che la nostra terra  registra la presenza umana già da 80.000 anni. Sono stati tanti i ritrovamenti ed i reperti che hanno confermato questa tesi, dagli utensili di selce appartenuti probabilmente all’Uomo di Neanderthal fino alle pregevoli statue ossee rinvenute nella Grotta delle Veneri, a Parabita. Ricordiamo anche le numerose incisioni ed i tanti graffiti - sempre di origine preistorica-nella Grotta dei Romanelli, a Castro, e nella Grotta dei Cervi, a Porto Badisco.
  
2) L’approdo di Enea
 «Dove due rocce spumeggiano d'acqua salata, mentre il porto rimane nascosto», così Virgilio, nella sua Eneide, descrive il luogo dove approdò per la prima volta Enea e, stando ad un’interpretazione ricorrente, le rocce in questione sarebbero quelle di Porto Badisco. L'eroe, secondo la mitologia, vi sarebbe giunto in seguito alla fuga da Troia e da lì si sarebbe poi mosso verso l’Italia centrale per fondare Roma. Sebbene questa tesi sia credibile alcuni passi della stessa Eneide fanno però riferimento ad un varco sopraelevato rispetto alla costa e ad un porto protetto dalla scogliera, elementi che farebbero considerare la possibilità che la zona descritta da Virgilio sia Castro.
 
3) La Pietra della Fertilità
Calimera, ogni Lunedì di Pasqua, diviene teatro di un antico rito propiziatorio, probabilmente di origine pagana: uomini e donne si ritrovano nella pittoresca cappella campestre di San Vito per passare attraverso il foro di un imponente masso chiamata “pietra della fertilità”. Il rito evoca il momento della nascita e, anticamente,  era una pratica esercitata con devozione e con la speranza di garantirsi una prole abbondante e sana.
 
4) La Porta per il Paradiso
Una leggenda molto diffusa nel Capo vuole che San Pietro, di origini orientali, abbia cominciato la sua opera di evangelizzazione in Italia proprio da Leuca. Secondo la medesima narrazione nessuno spirito può accedere al Paradiso senza prima fare tappa al Santuario di Leuca ed è per questo che la zona sarebbe una sorta di “purgatorio in terra” dove le anime buone di tutto il mondo vengono in pellegrinaggio per garantirsi l’accesso al Paradiso.
 
5) La Mamma Paleolitica.
Un’altra importantissima traccia della preistoria salentina è sicuramente Delia, così è stata ribattezzata dagli archeologi la donna gravida rinvenuta nella grotta S.Maria d’Agnano, ad Ostuni. Nel grembo di Delia, morta da circa 25.000 anni, i resti del suo bambino, mai venuto alla luce.
   
Il patrimonio storico e culturale salentino è immenso e queste cinque curiosità sono solo una parte infinitesimale di ciò che questa terra ha da raccontare. E voi? Siete a conoscenza di qualche aneddoto  poco noto o di qualche leggenda antica che rischia di essere dimenticata? Conserviamo la nostra memoria, lasciateci la vostra testimonianza  in un commento!
 
di Armenia Cotardo




Autore: A cura della Redazione

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