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16/05/2017 | 16:49

La Commissione Ue potrebbe permettere, nelle zone infette della Xylella fastidiosa, il reimpianto degli ulivi, ma solo delle varietÓ resistenti al batterio killer come Leccino e la Favolosa.


C'Ŕ attesa per la decisione della Commissione Ue


Dal Salento. Il Salento non è stato più lo stesso da quando la Xylella fastidiosa ha condannato a morte centinaia di ulivi, trasformando il volto delle campagne, soprattutto delle zone più a sud del tacco dello stivale. Non è ancora stata trovata una «soluzione» per fermare il batterio killer, ma un piccolo lumicino di speranza arriva da quelle varietà ‘resistenti’ o tolleranti su cui si è deciso di puntare per salvare il comparto e l’agricoltura locale, piegata dalla catastrofe. Ed è proprio su queste varietà resistenti alla Xylella che ha acceso un faro anche l’Unione Europea. La Commissione UE potrebbe dare il via libera e permettere il reimpianto di leccino e favolosa nelle zone infette. Importanti novità potrebbero esserci anche nei criteri e nelle procedure per individuare e preservare le piante secolari sane, ma che hanno la ‘sfortuna’ di trovarsi nel raggio di cento metri da quelle malate nella zona cosiddetta cuscinetto, dove andrebbero applicate le misure di eradicazione più dure.
  
Sono alcune delle proposte contenute in un documento presentato ieri dalla Commissione europea agli Stati membri nel comitato sulla salute delle piante. Per l’ufficialità, però, bisognerà attendere il prossimo incontro, previsto per il 19-20 giugno.
   
Congedo: "Buona notizia"
«Se confermata, la notizia dell'Unione europea sul reimpianto degli olivi resistenti alla xylella e sulla tutela delle piante secolari sane, è una buona notizia. Finalmente – ha dichiarato Erio Congedo, consigliere regionale Fratelli d'Italia – l'UE mostra il suo volto umano nei confronti del territorio salentino che finora è stato vittima dell'avanzare di un batterio che ha rischiato (e rischia) di mettere in ginocchio l'economia agricola del territorio. Auspico che il governo regionale, preso atto di questa apertura dell UE, attui concrete misure di sostegno che accompagnino la possibilità di reimpianto e che diano slancio alle attività, al territorio e agli agricoltori salentini».




Autore: A cura della Redazione

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