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12/09/2017 | 18:24

L'ipotesi di reato e' quella di sequestro di persona e si attendono i primi nomi iscritti nel registro degli indagati. Insistono i sospetti sul fidanzato della ragazza e sul padre, il cui ruolo nella vicenda appare poco chiaro. La cercano viva, incessantemente.


De Iaco coordina le attivitą di ricerca di Noemi Durini


Dal Salento. Il reato ipotizzato è quello di sequestro di persona, ma il registro degli indagati è ancora privo di nomi.
     
È in queste ore che i magistrati stanno decidendo se iscrivere qualcuno al fine di consentire alcune attività investigative di rito, come quella di analisi accurata dell’autovettura in cui, presumibilmente, Noemi sarebbe salita a bordo prima della scomparsa.
      
Si fa sempre più critica la posizione del fidanzato della ragazza su cui insistono i maggiori sospetti e la cui testimonianza non sarebbe ritenuta  del tutto attendibile, dagli inquirenti. Il ragazzo, a lungo interrogato durante la nottata, avrebbe dichiarato di aver lasciato Noemi presso il campo sportivo di Alessano, intorno alle 5 della mattina di domenica 3 settembre.
     
Ombre anche sul ruolo rivestito dal padre del ragazzo che, con ogni probabilità, osteggiava la relazione tra i due giovani. I fascicoli aperti per l’inchiesta sarebbero due: uno per la Procura ordinaria, un secondo per la Procura dei minorenni, poiché non si esclude l’eventualità che a commettere il reato contestato (sequestro di persona, ndr) sia stato proprio un minore d’età.
      
Aleggiano in capo alla vicenda atmosfere e suggestioni che riconducono al caso della giovane Sarah Scazzi, ma non è persa la speranza che l’epilogo sia diverso.
   
Sono due anche le piste: una classica, quella della bravata di una 16enne che si allontana da casa, una seconda che invece si rifà al filone investigativo e che si articola nelle pieghe della tormentata relazione con il fidanzato 17enne, un ragazzo turbolento che, si racconta, picchiasse la giovane Noemi.
     
La ragazza, così come conferma la madre, non è nuova a certi colpi di testa: si era allontanata da casa altre volte, aveva minacciato di scappare, ma tuttavia gli episodi si erano sempre risolti nel giro di pochissime ore.
    
Anche oggi, nel centro di coordinamento delle ricerche, almeno 50 unità si sono coordinate per dispiegarsi su tutto il territorio adiacente a Specchia e Montesardo. Una compagine di quasi 100 uomini tra Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Protezione civile e volontari. La cercano in oltre cinque comuni vicini, nei pozzi, nei siti abbandonati ed oggi si è ritornati a battere tutte le vie del centro abitato di Specchia.
   
La sorella di Noemi ha accompagnato la madre proprio li, nel centro di coordinamento per unirsi alle ricerche della ragazza.
     
“La speranza è l’ultima a morire – ha dichiarato l’Ing. De Iaco dei Vigili del Fuoco – abbiamo iniziato le ricerche nella zona prossima alla sua abitazione e ci siamo estesi. La cerchiamo in vita, e speriamo di trovarla il prima possibile, sana e salva”.








Autore: Valentina Petrucci

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