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18/09/2017 | 14:47

Si va verso l'archiviazione per l'indagine che pende in capo al padre del 17enne reo confesso. Alcun indizio o prova sarebbe emerso a suffragare un suo presunto coinvolgimento. Intanto domani si svolgera' l'autopsia sul corpo della giovane. Mercoledi' i funerali.


Noemi Durini ed il 17enne reo confesso


Dal Salento. E’ fissato per domani l’esame autoptico sul corpo di Noemi Durini, la giovane 16enne uccisa con lapidazione, secondo quanto confessato da L.M. di 17 anni.
     
 Tale ipotesi è stata esclusa da una Tac operata nei giorni scorsi e dalla quale non sono emerse fratture al cranio e traumi.
     
A seguito della convalida del fermo, il minorenne reo confesso sarà trasferito in una struttura carceraria fuori regione, per motivi di sicurezza.
    
Avrà luogo, intorno alle 10 di domani mattina, presso il Tribunale minorile di Lecce,  il conferimento dell’incarico al medico legale, Dott. Vaglio, per procedere all’autopsia sul corpo della ragazza.
    
Nel pomeriggio si attende pertanto l’esito dell’esame e si avrà quindi  la certezza che ad uccidere Noemi  sia stata un’arma tagliente, della quale tuttavia non c’è traccia sul luogo del delitto.
     
Nel  tardo pomeriggio di domani, ultimato l’esame autoptico, il corpo sarà con buona probabilità restituito alla famiglia Durini, l’avv. Blandolino ne farà espressa richiesta già nella mattinata di domani.
    
I funerali dovrebbero avere luogo mercoledì nel primo pomeriggio, in forma privata per espressa richiesta della famiglia.
    
Le operazioni peritali, riveleranno le cause del decesso e dovrebbero chiarire inoltre le ulteriori ombre sulla dinamica della vicenda.
     
Riguardo alla posizione del padre del ragazzo, si va verso l’archiviazione per insufficienza di indizi e prove: a darne conferma è anche l’avv. Blandolino che giudica accurate e scrupolose le indigini investigative dispiegate a tutto campo sul territorio e che, al momento, non avrebbero fatto emergere alcun nuovo elemento che possa suffragare l’ipotesi di coinvolgimento di B.M., genitore del ragazzo di Montesardo.
    
Resta salda la tesi che ritiene attendibile e veritiera la confessione del 17enne, seppur confusa e in alcuni frangenti, e nonostante aleggino non pochi dubbi sulle sue presunte incapacità di intendere e di volere: la Pm che ha condotto l’interrogatorio ha raccontato di un ragazzo lucido e tranquillo.
    
Sarà pertanto fondamentale valutare se il 17enne reo confesso sia affetto da incapacità fittizia o reale, e quanto questa possa essere stata  invalidante. 




Autore: Valentina Petrucci

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