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19/09/2017 | 12:58

C'è attesa per l'autopsia sul corpo della 16enne Noemi Durini, trovata senza vita in una campagna di Castrignano del Capo. Intanto i sindaci di Specchia e Alessano, le due comunità coinvolte, invitato tutti a condannare ogni forma di violenza.


La campagna di Castrignano del Capo dove è stato ritrovato il corpo di Noemi


Dal Salento. «Come è stata uccisa Noemi?». Sarà l’autopsia, fissata per questo pomeriggio alle 14.00, a dipanare i dubbi sulla morte della 16enne di Specchia, trovata senza vita in una campagna di Castrignano del Capo, a pochi chilometri da Montesardo, dove viveva il fidanzato che ha confessato l’omicidio. È proprio il suo racconto, contraddittorio, che ha alimentato le incertezze. Prima ha dichiarato di aver usato una pietra, poi un coltello che la stessa studentessa avrebbe portato quando è uscita da casa quella maledetta domenica, quando senza saperlo è salita sulla macchina del suo aguzzino. Dell’arma, però, non c’è traccia.
  
L'appello dei sindaci di Specchia e Alessano – I primi cittadini delle due comunità coinvolte in questo dramma, Rocco Pagliara e Francesca Torsello hanno lanciato un accorato appello per invitare il Salento intero a vivere il dolore per l’accaduto, con il doveroso rispetto richiesto dalle circostanze. Il messaggio che anno voluto lanciare i due sindaci è chiaro: il male non si combatte con altro male. «Ora è giusto che la giustizia e le istituzioni preposte a definire i contorni della vicenda operino in un clima sereno, che consenta di giungere alla verità dei fatti, nella convinzione che qualsiasi atto di ritorsione privata e di eccessiva spettacolarizzazione mediatica dell'accaduto danneggino il lavoro che con serietà e responsabilità è condotto dagli inquirenti» hanno dichiarato Rocco Pagliara e Francesca Torsello in una nota stampa per invitare i concittadini a condannare in coro “ogni gesto di violenza che oltraggia la dignità della persona e mina la fiducia nelle istituzioni coinvolte, che costituiscono comunque i capisaldi della nostra civile convivenza”.
  
La Camera Penale di Lecce condanna gli attacchi agli avvocati – Quando Paolo Pepe e Luigi Rella hanno deciso di assumere la difesa del 17enne, sulla piazza virtuale di internet i leoni da tastiera si sono lasciati andare ad una serie di offese e insulti nei confronti dei due legali. Per questo la Camera Penale è scesa in campo per ricordare a tutti che l’affermazione della Giustizia non può prescindere dal Ministero dell’Avvocato, che attua il sacro diritto alla difesa tecnica.
  
«Preoccupa – si legge – che a fronte dell’ovvio principio che anche gli ultimi accusati dell’ultimo e più spregevole delitto debbano godere, in un paese civile e democratico, del medesimo diritto di difendersi, si sia invece scatenata sul web una ridda di insulti gratuiti nei confronti dei legali, seguiti da “mi piace” ed una congerie di espressioni adesive, spesso nascoste dietro pseudonimi. Un sentimento che irragionevolmente confonde l’Avvocato con il suo assistito e la funzione difensiva con la difesa del delitto, sovrapponendo in maniera strumentale due concetti che devono essere tenuti sempre distinti, dimenticando del tutto che l’art. 24 della nostra Carta costituzionale sancisce la inviolabilità del diritto di difesa e che ogni Avvocato ha il dovere di esercitare in maniera indipendente e libera da condizionamenti, senza che nessuno possa sindacare l’esercizio di un’attività difensiva solo perché svolta in favore di chi è accusato di fatti umanamente riprovevoli».
  
La presa di posizione della Camera Civile Salentina – Condanna la violenza anche l’avvocato Salvatore Donadei, Presidente Camera Civile Salentina all’indomani delle minacce e degli insulti ricevuti dagli avvocati che hanno assunto la difesa del 17enne reo confesso. «La Camera Civile di Lecce – si legge – desidera esprimere a questi professionisti la stima e la più sincera solidarietà, e coglie l’occasione per ricordare a coloro che, forse, non sanno o fingono di dimenticare, come la figura dell’Avvocato rappresenti sempre presidio di legalità e di giustizia, mentre la sua funzione di mediazione tra il singolo cittadino e l’apparato giudiziario costituisca elemento essenziale di una società democratica».




Autore: A cura della Redazione

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